Quando la consulenza strategica contribuisce a salvare le opere d’arte: il caso di Villa Molin, a Padova

Ci sono operazioni che non si limitano alla gestione di una crisi o al recupero di un credito. Casi in cui la consulenza diventa decisiva, perché deve tenere insieme sostenibilità giuridica, equilibrio economico, visione imprenditoriale e tutela di un bene di valore storico e culturale per il territorio, oltre la capacità di mantenere il tutto nel tempo. consulenza strategica opere d’arte

È quanto accaduto nel caso di Villa Molin, salvata da una situazione che stava portando la società proprietaria verso il fallimento.

Parliamo di una villa veneta situata a Padova, nella località di Mandria, progettata nel 1597 dall’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi. Un immobile di grande rilievo sul piano patrimoniale, storico e artistico.

A trovarsi in grave difficoltà era la società proprietaria, ormai non più in grado di sostenere il proprio indebitamento.

In questo scenario si inseriva anche la posizione di un nostro cliente: un imprenditore edile, Giuseppe Salvalajo, appassionato d’arte e creditore della società. La sua impresa, specializzata in restauri su immobili storici, aveva eseguito lavori sulla villa senza aver ricevuto il compenso pattuito.

L’imprenditore si trovava così davanti a un bivio: accettare la perdita del credito oppure valutare l’acquisto della villa attraverso una soluzione strutturata e sostenibile inserita in un’ottica di salvaguardia del bene che negli anni non era stato adeguatamente manutentato e rischiava di essere abbandonato all’incuria.

È stato proprio in questa fase che il ruolo di consulenza e intermediazione di Rosario Morelli, Presidente di ConsultINT & Partners, ha assunto un peso decisivo.

Dalla lettura del passivo a una proposta concreta al tribunale

Nelle situazioni di crisi più complesse, il primo valore della consulenza è nella capacità di leggere correttamente il problema. Come prima cosa abbiamo portato avanti un’analisi del “passivo” dell’intero gruppo.

Risultato: i debiti erano rilevanti, ma il valore della Villa risultava superiore rispetto all’esposizione complessiva. La Villa, se ben gestita, avrebbe potuto rinascere e produrre ricavi per pagare le passività e tornare in attivo.

Abbiamo quindi verificato se esistessero le condizioni per trasformare una situazione critica in un percorso praticabile. La questione non era soltanto economica, ma anche procedurale. Occorreva definire una proposta sostenibile e accettabile sia per il tribunale sia per l’insieme dei creditori.

Per questo abbiamo avviato un’interlocuzione diretta con il giudice del tribunale, accompagnando il cliente in un passaggio delicato.

Come accennato sopra il valore della villa era potenzialmente superiore rispetto all’esposizione complessiva. Su questa base, il tribunale ha richiesto il soddisfacimento integrale dei creditori, sia privilegiati, cioè titolari di un diritto di precedenza, sia chirografari, privi di garanzie specifiche.

Per rendere possibile questo risultato, il cliente ha messo a disposizione una somma riservata al pagamento di tutti i creditori.

Abbiamo quindi convocato le parti coinvolte, superando lo scetticismo iniziale di chi, in operazioni di questo genere, teme che le soluzioni prospettate non arrivino a compimento. Il lavoro di intermediazione è passato anche dal confronto con i consulenti dei creditori. Poi si è arrivati al pagamento dei singoli debiti e alla raccolta delle relative liberatorie. In questo modo si è consolidata una posizione creditoria complessiva, poi compensata con il valore della villa.

Grazie alla liquidità messa a disposizione dall’imprenditore, in meno di un mese tutti i creditori sono stati soddisfatti e, raccolte le liberatorie, il giudice ha disposto l’assegnazione della villa.

La solidità dell’operazione nel tempo

La rapidità dell’assegnazione è stata soltanto la prima parte del lavoro. Come accade spesso nelle operazioni che riguardano beni di particolare valore, il trasferimento dell’immobile ha aperto una fase successiva complessa. Una fase segnata da contenziosi e opposizioni promosse sia dagli ex proprietari sia da soggetti terzi.

I problemi, infatti, sono iniziati subito dopo l’assegnazione. Gli ex proprietari, ancora presenti nella villa, si opposero al rilascio del bene.

Si è così aperta una lunga stagione di attività legali e interlocuzioni che ne hanno ritardato l’effettiva disponibilità. Ne sono derivati anni di impegno sul piano legale, societario ed economico, che hanno limitato a lungo la piena fruibilità del bene.

Ed è proprio qui che emerge un secondo livello del valore consulenziale: non solo costruire una soluzione, ma fare in modo che quella struttura regga nel tempo.

Abbiamo affiancato il cliente in un percorso che richiede continuità, coordinamento e una visione non limitata all’emergenza iniziale. La procedura impostata e le scelte societarie adottate si sono rivelate vincenti proprio perché pensate per resistere anche alla pressione del contenzioso.

Questa impostazione ha trovato conferma nella definitiva sentenza di Cassazione del 17/06/2022.

In casi come questo, la consulenza non coincide con il singolo atto tecnico. consulenza strategica opere d’arte

Coincide con la capacità di tenere insieme più piani: rapporto con le istituzioni, sostenibilità dell’operazione, protezione del cliente e stabilità della soluzione nel tempo e la lungimiranza e tenacia dell’imprenditore.

Salvare un bene, creare valore

Questo caso mostra come la visione e la strategia vengano prima degli aspetti giuridici e finanziari. Alla base dell’operazione c’è stata infatti la volontà di un imprenditore che ha visto in Villa Molin non solo un bene da acquisire o un credito da recuperare, ma un patrimonio storico da preservare.

Per trasformare questa intuizione in un risultato concreto è stato però necessario un lavoro consulenziale capace di darle struttura, sostenibilità e tenuta nel tempo.

Fin dall’inizio, infatti, il cliente non ha voluto seguire una logica di smembramento o di valorizzazione parziale del compendio, pur in presenza di soluzioni che avrebbero potuto produrre un ritorno economico più immediato.

La scelta è stata quella di conservare l’integrità del bene, nel rispetto della sua natura storica e dei vincoli che lo riguardano.

Oggi la villa, restaurata insieme ai suoi giardini, è tornata a vivere attraverso eventi, manifestazioni e visite. A renderlo possibile è stata anche un’evoluzione nella gestione del bene. Non si tratta solo di una riattivazione economica, ma di un modo concreto per garantire, nel tempo, la cura e la conservazione di un bene dal valore straordinario.

Rosario Morelli, Presidente di ConsultINT & Partners ha firmato questa operazione con una presenza costante e strategica a fianco del suo cliente. consulenza strategica opere d’arte

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